olio-extravergine-di-oliva

Abbinare ricette in modo coerente

Come norma di carattere generale, vale il concetto che, nelle preparazioni raffinate, dal gusto delicato, è consigliabile usare un olio poco saporito per evitare di 'coprire' gli altri sapori.
Una buona maionese può riuscire solo utilizzando un olio leggero, viceversa il gusto delle melanzane o dei peperoni alla griglia, viene valorizzato dall'uso di un olio saporito e profumato.

L'ideale è abbinare ricette relative a una certa area geografica con l'olio prodotto in quella regione; olio ligure per fare il pesto, olio toscano per i fagioli all'uccelletto e, per preparare una saporita peperonata, usare olio pugliese.
Ligure o Toscano, Pugliese o del Garda, l'olio d'oliva è un prodotto che, nella produzione italiana, raggiunge vette di elevata qualità, riconosciute indiscutibilmente anche oltreconfine.

La qualità di un olio extravergine di oliva si può apprezzare maggiormente a crudo, quando viene utilizzato per condire insalate, verdure cotte, pesci e carni arrosto o bolliti, minestre, legumi o bruschette. Questo tipo di olio è perfetto anche per la conservazione di prodotti sottolio: melanzane, carciofini, peperoni, funghi, cetriolini, tomini, tonno, aringhe o sgombri.

Il punto di fumo

Ogni grasso possiede un determinato livello di tolleranza alle alte temperature, definito 'punto di fumo'.
Il superamento di questo livello determina una decomposizione dei grassi e la produzione di composti tossici per l'organismo umano.
Il segnale che indica il superamento del 'punto di fumo' è l'emissione di fumo biancastro durante la cottura.

L'olio di oliva, rispetto agli altri grassi alimentari, ha un più elevato punto di fumo e contiene numerose sostanze antiossidanti (polifenoli e tocoferoli) che ne preservano la composizione.
Queste caratterisiche rendono l'olio d'oliva ideale per un impiego in cucina.