aceto-balsamico

Un'antica ricetta del Rinascimento

Le origini dell'aceto balsamico sono antichissime e lontane nei secoli. Il primo riferimento al processo di acetificazione del mosto è di epoca romana, quando era consuetudine cuocerlo per ottenere uno sciroppo, la sapa, impiegato in cucina per dolcificare e condire le pietanze.

Ma fu durante il Rinascimento, a Modena presso la corte dei duchi D'Este, che miscelando aceto di vino invecchiato con mosto cotto, spezie e aromi, si cominciò a produrre un aceto aromatizzato, così gradevole al gusto da diventare famoso in tutta Europa.

Il termine 'balsamico' comparve in seguito, nel tredicesimo Secolo, in riferimento alle presunte proprietà terapeutiche attribuite all'aceto da mosto, ritenuto in grado di curare affezioni varie.

Nella seconda metà dell'Ottocento, la ricetta per la produzione di aceto balsamico stabilì l'uso di mosto cotto, in sostituzione dell'aceto di vino, e fu codificato il principio dei successivi travasi in barili di legno diverso.